E' di Ponte Lambro l'uomo al centro dell'attenzione mondiale: parliamo di Carlo Tavecchio

Nikolas Cremonini
29/07/2014
Attualità
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E' al centro dell'attenzione da diversi giorni. E' il candidato numero 1 per la presidenza della Figc ed è bersaglio di polemiche da ogni dove per una frase giudicata a sfondo razzista. Su Facebook è stato ribattezzo "Il Banana" in modo ironico ed è nativo di Ponte Lambro nella nostra provincia. Stiamo parlando di Carlo Tavecchio.

Il suo rapporto con la provincia di Como è sempre stato molto stretto, esponente della Democrazia Cristiana, a 33 anni è diventato sindaco di Ponte Lambro conservando la carica dal 1974 al 1995.

A livello sportivo lo troviamo presidente dell' Asd Pontelambrese portandola a disputare la Prima Categoria. La sua carriera dirigenziale all'interno di Federcalcio inizia con l'incarico di consigliere del Comitato Regionale Lombardia della Lega Nazionale Dilettanti (LND) mantenuto dal 1987 al 1992, diventando poi nei successivi quattro anni vice presidente della LND e venendo eletto nel 1996 al vertice del medesimo Comitato Regionale Lombardia.

Dal 29 maggio 1999 diviene presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Dal 2007 diverrà poi vice presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio assumendone la funzione di vice presidente vicario nel 2009.

E' un noto tifoso interista, avendo presenziato all'interno del consiglio di amministrazione quando Massimo Moratti era presidente. 

Una vita professionale in continua crescita culminata con la candidatura alla presidenza della Figc in seguito alle dimissioni di Abete. Lo appoggiano praticamente tutti, nessuno pare in grado di contrastare la sua candidatura ma una frase, un'uscita sicuramente poco elegante ha creato un polvero dal quale Tavecchio rischia di uscirne malissimo.

"L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree...". Una frase che ha avuto una risonanza a carattere mondiale, persino la Fifa ha chiesto spiegazioni, in Italia, politici, calciatori, presidenti hanno lanciato accuse pesanti e più di un presidente ha fatto marcia indietro rinunciando ad appoggiare Tavecchio alla prossima presidenza Figc. Il finale della storia è tutta da scrivere e visto il recente passato non sono esclusi colpi di scena.

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