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Viaggiamo nelle cartoline d'epoca: La mitica Porlezza-Menaggio

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Questo pomeriggio vogliamo dedicare il nostro tempo facendo un salto nel passato, una bella retromarcia che ci conduce agli inizi del secolo scorso: parliamo della linea ferroviaria Menaggio-Porlezza. Quanti lavoratori, quanti padri di famiglia, quanta gente carica di speranze salì su quelle carrozze. Sono trascorsi tanti, troppi anni da quel 31 ottobre 1939, ultima corsa e ultima fermata all'interno di quelle piccole stazioni. Probabilmente i nostri padri, anzi i nostri nonni si ricorderanno, avranno probabilmente qualche foto, qualche aneddoto sicuramente in dialetto lariano; noi di comodailynews appassionati e amanti del nostro amato territorio abbiamo compiuto una ricerca per cercare di carpire qualche emozione da trasmettervi immediatamente.

Andiamo con ordine, la nostra ferrovia, la Menaggio-Porlezza nasce ufficialmente come progetto nel 1872. La costruzione fu affidata all’Ing. Emilio Olivieri, che nel novembre del 1884 aprì all’esercizio la Menaggio – Porlezza. La tratta presentava una lunghezza di km 12,241 ed uno scartamento di 850 mm, una misura che, per ferrovie pubbliche, non esisteva in tutto il mondo.

Il 26 marzo 1884 i giornali dell'epoca dedicano interi capitoli alla prima locomotiva, la numero 1 chiamata "Stefano Franscini" che veniva esposta ai cittadini di Lugano nei pressi della riva del lago e quindi trasportata a Porlezza. La Direzione dei lavori prevedeva l'inizio dell'esercizio della ferrovia per il 1° luglio, poi rinviato a data da destinarsi per il ritardo sulle consegne delle ultime due locomotive, le quali venivano trasportate a Porlezza solo a metà del mese di agosto.

L'inaugurazione ufficiale fu fatta mercoledì 8 ottobre 1884, quel giorno tre splendenti carrozze diedero vita al treno da Porlezza e dopo 35' di viaggio raggiunsero Menaggio. Dopo una colazione all' Hotel Menaggio, alle ore 15 il treno ripartiva e riportava la comitiva a Porlezza. Meno di un mese dopo, il 5 novembre la ferrovia entrava in servizio pubblico con uso di locomotive a vapore, su un percorso della lunghezza di circa 12 km (12,241 km per la precisione). Non erano molte le corse all' epoca, ma quanto bastavano, due corse di andata e due di ritorno.

Parliamo ora delle stazioni, protagoniste assolute a quei tempi: oltre alle già citate Menaggio e Porlezza, capolinea entrambe della linea, abbiamo Cardano di Grandoa ed Uniti, Bene Lario-Grona, Piano di Porlezza, San Pietro Sovera e Tavordo di Porlezza.

Tutto bello, tutto perfetto, fino a quando non sorsero le prime inevitabili difficoltà, dapprima la concorrenza con i primi autobus, quest'ultimi costavano meno ed erano più veloci. Inoltre negli anni Venti lo Stato concedeva ancora delle sovvenzioni, che in seguito vennero a mancare. Quegli anni furono duri e travagliati per la ferrovia ormai agonizzante. Ad aggravare la situazione già disastrosa ci pensò la politica autarchica in vigore negli anni Trenta, che imponeva l’alimentazione delle locomotive con la torba in sostituzione del carbone, comportando un ulteriore aumento dei prezzi. Le cronache dell’epoca riportano diversi incidenti ai treni a causa dell’inesistente manutenzione. Il 31 ottobre 1939 da Menaggio partì l'ultima corsa per Porlezza, da quel giorno sulla linea ferroviaria non si senti più lo sferragliare del treno, un silenzio fastidioso e malinconico sempre vissuto con la speranza di poter ridar vita a quelle corse. Negli anni '60 le nuove politiche resero ancor più lontano il mondo da quel romantico treno e così la Menaggio-Porlezza è rimasta solo una foto da cartolina da custodire negli anni futuri a testimoniare ancora una volta la laboriosità del popolo lariano in anni ormai remoti.

 

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